15/04/2007
postato da: salvotom alle ore 13:46 | Permalink | commenti (1)
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11/09/2006
postato da: salvotom alle ore 10:59 | Permalink | commenti (1)
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10/09/2006
aggiornate i link, per favore!!!
postato da: salvotom alle ore 17:40 | Permalink | commenti
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10/09/2006
postato da: salvotom alle ore 13:37 | Permalink | commenti
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10/09/2006
Si cambia.
L'avevo annunciato.
Dopo circa tre anni muore paroladiblog.
E' stata la mia finestra su questo mondo, da qui è nata la mia tesi.
Tra poco (poche ore o pochi giorni) mi trasferisco su wordpress.
Splinder è troppo stretta.
Mi godo una nuova piattaforma e rilancio un blog che sarà pieno di novità.

L'account è già attivo.
Si accettano commenti di commiato.
postato da: salvotom alle ore 13:24 | Permalink | commenti
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26/08/2006
Qua si sta in ferie...
Va tutto a gonfie vele, ma proprio a gonfie vele.
Quasi quasi mi spavento a dirlo, la bonaccia della vita ci sorprende sempre...
Fra qualche giorno si parte e poi si riprende...
A studiare, a cercare lavoro, a cercarsi il proprio posto nel mondo.
E anche questo piccolo spazio riprenderà a vivere...
postato da: salvotom alle ore 17:48 | Permalink | commenti (1)
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11/08/2006
"La trota al tempo di Zorro"
Di Matteo Tassinari

Le parole che Michele Marziani ha scelto per scrivere in esordio "La trota
ai tempi di Zorro" (per i tipi della di Derive Approdi) hanno qualche cosa
in comune con un "vecchio" (lui stesso di definisce così) della letteratura
italiana: Erri De luca. Lo so, non "fa" fine paragonare due scrittori, ma la
tecnica stilistica e la profondità di molti passaggi del testo di Marziani,
assomigliano alla narrativa dello scrittore napoletano. Questo per rendere
in chiaro la cifra stilistica minimalista, anzi, per meglio scrivere,
intimista di Marziani. Della storia, premetto, non segnalerò nulla se non
che è un mondo affastellato di ricordi vissuti da Stefano Baldazzi Morra,
tredicenne e con gli occhiali. Impeccabile e centrale la capacità,
nient'affatto gratuita, di Michele Marziani nel dimenticare schemi e visuali
dell'adulto per filtrarli da un appena adolescente di 13 anni. Perché la
difficoltà di trascrivere il mondo dalle lenti di un giovane, i
comportamenti di un ragazzo, non sono dettati da quello che sembra, ma hanno
un filo logico a volte troppo semplice per essere capito da un adulto. Un
racconto incantato e fatato come la vita di un ragazzino, con un controllo
dello spazio, del tempo e della memoria che fanno di Marziani uno scrittore
perspicace e leggero.

Ecco perché è un libro riuscito, capace di aprire un cerchio per chiuderlo
senza l'utilizzo di fuochi d'artificio. Nel mondo di Stefano Baldazzi Morra
la mamma e il papa diventano le figure di quando avevamo superato da poco la
prima decade di vita, la scuola riassume con delicata ma precisa presenza il
luogo che era quando tutti la frequentavamo agitati e "subbugliati" da tutti
i sensi del mondo e le immaginazioni pregne di speranze di quel periodo, la
pesca alla trota un modo per non consentire al cinismo della gente di
travolgere la gioia di Stefano Baldazzi Morra e la sua vitalità non
sbandierata, caso mai sommessa, per poi ridurla a tristezza infinita, una
sorta di chiave di lettura del mondo. "Le trote al tempo di Zorro" offre il
senso della grande impresa per chi giunge a quel punto dell'esistenza che la
vita all'inizio regale tutto, per poi richiedere tutto con gli interessi.
Allora non rimangono altro che i ricordi di quando tutto era, si instabile,
visionario e trepidante, ma con un futuro che regalava sogni a mani piene.

Un assemblaggio di parole assiepate alla capacità di non scadere mai nella
retorica e nel manierismo. Ritratti di fiumi, strade, case, colori, litigi
fra bambini e il ricordo di un padre intristito d'alcol e condurre una vita
da barbone. Il finale, dico solo, che è travolgente nella sua metodica
quotidianità crepuscolare ma venata dall'illibatezza dei pensieri di Stefano
Baldazzi Morra.
postato da: salvotom alle ore 22:42 | Permalink | commenti (3)
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30/07/2006
Non sono morto, anzi sto molto ma molto bene.
Fra tre giorni campo estivo. Poi vacanza e riflessione su uni e lavoro.
Poi magari grafica nuova e parola di blog 4.0
Buone vacanze a todo el mundo.
postato da: salvotom alle ore 10:12 | Permalink | commenti (4)
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25/06/2006
Può sapere mai cosa rischia un testimone di Geova che suona a casa mia alle 16:30 e interrompe una sacrosanta siesta pomeridiana con 40 gradi e l'unica consolazione di un mezzo ventilatore?
postato da: salvotom alle ore 19:16 | Permalink | commenti (6)
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23/06/2006
"Cerco di capire qualcosa degli effettivi addebiti sulle squadre deferite. Il Milan, per esempio. Su Repubblica, a pagina 9, ci sono estratti del documento del procuratore federale diffuso ieri.
Si legge, sotto il paragrafo "Il Milan":
"Il diretto contatto con i due assistenti appare iniziativa esclusiva del Meani e comunque non risulta che di quelle iniziative il Galliani fosse poi stato portato a conoscenza".
Bene, quindi Galliani non ne sapeva nulla e non ne ha saputo poi. Almeno, "non risulta".
Segue, un altro passo:
"Galliani viene deferito in relazione all'articolo uno avendo egli mostrato di avallare pienamente l'iniziativa del Meani allorquando lo chiama per sapere se ha parlato con qualcuno dei due designatori e il meani gli riferisce contenuti e modalità delle chiamate con il Mazzei"
Cosa mi sfugge? "


P.S.
Me lo chiedo anch'io
postato da: salvotom alle ore 17:22 | Permalink | commenti
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23/06/2006

Costituzione referendum e revisione di F.P. Casavola da Il Mattino del 20/06

 

I dibattiti sul referendum sembrano nascondere, o almeno non illuminare abbastanza, due dati di fatto, che di revisione della Costituzione si discute da oltre un quarto di secolo, e che malgrado i limiti stretti del procedimento di revisione stabilito dall’articolo 138, utile per modifiche puntuali e circoscritte, la tendenza era ed è stata di cambiare forma di Stato e di governo.
Senza che nessuno si accorga che così si va contro il divieto dell’articolo 139: «La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale». La lettura diffusa di questo testo, nel senso ch’esso vieta la restaurazione della monarchia, è banale e riduttiva. La forma repubblicana salvaguardata è quella scelta dall’Assemblea costituente, vale a dire la forma di Stato unitario, la Repubblica «una e indivisibile» dell’articolo 5, e la forma di democrazia parlamentare, come forma di governo. Passare dallo Stato unitario allo Stato federale, dal governo parlamentare al premierato che non ha contrappesi né nel presidente della Repubblica né nel Parlamento, non si può con revisione della Costituzione, perché la Costituzione lo vieta. Solo dopo essersi chiarita questa idea, si può passare a contrastarsi sui dettagli.
Non senza peraltro sbarazzarsi di due pregiudizi, che chi vuole la revisione e raccomanda di votare «sì» è progressista e moderno, chi non la vuole e raccomanda «no» è conservatore e vecchio (anche di età, come taluno ha insinuato).

In verità la Costituzione è accusata dai modernizzatori per essere nata quando gli italiani erano per due terzi contadini o abitanti in paesi rurali e per un terzo cittadini e ceto medio, mentre oggi la proporzione è rovesciata, che nel frattempo la società, la cultura, la scienza, le tecnologie, gli stili di vita si sono evoluti, quasi che le costituzioni debbono avere le vite brevi delle generazioni e non invece stabilire l’identità storica di un popolo nel patrimonio dei suoi valori e principi fondamentali e delle regole dei suoi ordinamenti.
Se i modernizzatori nostrani fossero nati sull’altra riva dell’Atlantico, quanto avrebbero sofferto con una Costituzione, quale la nord-americana, viva e vegeta dalla fine del XVIII secolo? Costoro scambiano per Costituzione un’autorizzazione a governare per interessi congiunturali o particolari.
Ma oltre che di vetustà la Costituzione è imputata di sovietismo, perché negli anni della Costituente la cultura politica egemone sarebbe stata quella comunista. Quanto la civiltà liberale e il cattolicesimo democratico abbiano contribuito alla formazione della Carta è del tutto dimenticato dai critici di oggi.
Ma veniamo ai pretesi miglioramenti della riforma. Si supera il bicameralismo perfetto, e si riduce il numero dei parlamentari, guasti che davvero invocano rimedio, ma come? Lasciando accanto alla Camera dei deputati un Senato, chiamato federale solo perché sotto questo nome fittizio si contrabbanda il mutamento vietato dalla Costituzione della forma unitaria dello Stato, e composto da senatori eletti su base regionale, esattamente come si eleggono oggi, con in più la contestualità con le elezioni dei consigli regionali. Quanto al potere legislativo della Camera nazionale e di quella sedicente federale, esso dà luogo a due processi di legiferazione monocamerali, a seconda delle materie, un processo di legiferazione bicamerale, più altre forme miste eventuali, quando l’una Camera richieda di correggere e di decidere in via definitiva sul provvedimento dell’altra, previa intermediazione dei presidenti dei due rami del Parlamento o di un comitato paritetico di senatori e deputati da loro nominati, o richiesta del primo ministro autorizzato dal presidente della Repubblica.
Su materie ripartite tra Stato e Regioni, con la improvvida fretta della revisione del titolo V della Costituzione, varata dal centrosinistra della XIII legislatura, e che ha già prodotto un mostruoso contenzioso dinanzi alla Corte costituzionale, non gioverà l’introduzione dell’interesse nazionale, che anzi moltiplicherà i contrasti tra le due Camere e agevolerà ritardi e paralisi del processo legislativo e la conflittualità politica nell’intero Paese. Quanto alla forma di governo, il premier sostanzialmente eletto dal popolo, che se sfiduciato scioglie la Camera, e se sfiduciato solo all’interno della sua maggioranza, ipotesi già di per sé di terzo grado, si dimette per essere sostituito da un suo sodale, che può porre questioni di fiducia a una Camera subalterna al suo potere di iniziativa di scioglimento, che cosa significa se non l’uscita dal principio delle democrazie costituzionali che ogni potere è bilanciato da un altro potere?
La Corte costituzionale avrà sette membri, eletti tre dalla Camera e quattro dal Senato federale, contro otto, di nomina presidenziale per una metà e di elezione dalle supreme magistrature per l’altra metà. Diverrà un’altra Camera politica, altro che organo di garanzia! E la devolution, cioè competenza esclusiva delle Regioni a legiferare su organizzazione sanitaria, istruzione e polizia amministrativa, priverà il cittadino del principio di uguaglianza dinanzi a beni essenziali, disponibili solo da quell’unico sovrano che è la Nazione.

Dire «no» può rimettere in moto un processo di revisione coerente con i valori irrinunciabili di uno Stato costituzionale, che non ha una Costituzione di destra o di sinistra, ma di tutti e per tutti.


Francesco Paolo Casavola

postato da: salvotom alle ore 10:46 | Permalink | commenti
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21/06/2006

DECALOGO DELLA RIFORMA
COSTITUZIONALE
di Roberto Calderoli

CONTRODECALOGO DELLA RIFORMA
COSTITUZIONALE
di Leopoldo Elia

I Viene ridotto il numero dei
parlamentari: da 950 a 773, con
significativo risparmio per le finanze
pubbliche.

I La riduzione del numero dei parlamentari viene
rinviata al 2016 per favorire gli attuali capi e
capetti. Nel lungo periodo c’è tempo anche per
ridurre la riduzione; per ora c’è l’effetto di
annuncio demagogico.

II Saranno i cittadini, e non più i palazzi
della politica, a scegliere maggioranza
parlamentare, coalizione di governo e
primo Ministro: è il premierato.

II Il premierato non consiste nella investitura
popolare di una maggioranza parlamentare, di una
coalizione di governo e Primo ministro. Ciò
avviene già in Inghilterra, in Germania e in Spagna
e anche in Italia: è sufficiente perciò una buona
legge elettorale. Il premierato della riforma si
fonda sulla insostituibilità del Primo ministro
durante tutta la legislatura e sui suoi enormi poteri
(scioglimento della Camera dei deputati e
questione di fiducia che, in caso di rifiuto da parte
della stessa Camera, provoca nuove elezioni).

III Non più due Camere identiche,
l'una doppione dell'altra. Ora il Senato
sarà federale ed avrà una sua funzione
specifica: rappresentare le esigenze delle
Regioni. La Camera si occuperà di
quelle dello Stato.

III Il Senato federale non risolve il problema del
bicameralismo perché non è in grado, per la sua
composizione, di rappresentare le esigenze delle
Regioni: d’altra parte i veri rappresentanti delle
comunità regionali non hanno diritto di voto nelle
deliberazioni del Senato.

IV Semplificato il procedimento
legislativo. Non più lunghi e ripetuti
passaggi di testi fra le due Camere, ma
ciascuna Camera approverà le leggi
nelle materie di propria competenza. Il
risultato sarà la riduzione dei tempi.

IV Il procedimento legislativo è straordinariamente
complicato perché la prevalenza della Camera o
del Senato si fonda sulla competenza a legiferare
per singole materie dello Stato e delle Regioni;
siccome i confini di tali materie danno luogo a
gravi dubbi interpretativi (sui quali deve
dei costi per le casse pubbliche.
intervenire sempre più spesso la Corte
Costituzionale) è ovvia la ricaduta di tali incertezze
sulle attribuzioni legislative di ciascuna Camera,
specie nelle leggi, come quella finanziaria, di
particolare complessità. La cancellazione del
rapporto fiduciario tra Senato e governo sarebbe
positiva solo se accompagnata da una chiara
ripartizione di poteri tra una Camera di
rappresentanza nazionale e una Camera veramente
rappresentativa degli enti e delle comunità
regionali e locali.

V La legge dovrà stabilire limiti al
cumulo delle indennità parlamentari
con altre entrate.

V La previsione di una legge che stabilisca limiti al
cumulo delle indennità parlamentari con altre
entrate non risolve il problema del conflitto di
interessi che dovrebbe essere superato con regole
giuste di incompatibilità e ineleggibilità anche in
relazione a concessioni o autorizzazioni statali di
notevole entità economica.

VI I regolamenti parlamentari dovranno
tutelare i diritti delle opposizioni: ora
questo non è previsto.

VI Il problema delle garanzie dell’opposizione non
si risolve con un generico rinvio ai regolamenti
parlamentari, essendo necessarie puntuali revisioni
costituzionali (ad esempio, attribuzione alla Corte
costituzionale, in ultima istanza, dell’esame dei
ricorsi elettorali per Camera e Senato).

VII L’ordinamento evolve in senso
federale, come sta avvenendo in molti
Stati moderni: viene riequilibrato il
riparto delle competenze tra Stato e
Regioni per garantire migliori servizi ai
cittadini, senza compromettere l’unità
del Paese. Alle Regioni vengono
devolute particolari funzioni in materia
di istruzione, sanità e polizia locale.
Tutte avranno le stesse opportunità,
senza penalizzazioni per alcune aree
rispetto ad altre e senza la
differenziazione tra le Regioni, prevista
dalla riforma del 2001. Si avrà quindi un
federalismo equo, solidale ed
equilibrato.

VII La devoluzione alle regioni di particolari
funzioni in materia di istruzione, sanità e sicurezza
è pericolosa anche perché si accompagna ad una
competenza esclusiva dello Stato e delle Regioni
nelle stesse materie. Tale duplicità è illogica e può
arrecare gravi danni all’esercizio (o godimento) di
diritti fondamentali (livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali da
garantire su tutto il territorio nazionale). Si avrà
quindi un federalismo iniquo, conflittuale e
squilibrato.

VIII Tutte le leggi regionali dovranno
rispettare il criterio dell'interesse
nazionale, non più previsto a seguito
della riforma del 2001.

VIII L’interesse nazionale è ampiamente
salvaguardato dal riparto delle competenze tra
Stato e regioni e dalla giurisprudenza della Corte
costituzionale, che ha interpretato la riforma del
Titolo V in senso pienamente rispettoso
dell’interesse della Nazione.

IX Sulle modifiche alla Costituzione
sarà sempre possibile chiamare i
cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò
non avviene se tali modifiche sono state
approvate dalle Camere con la
maggioranza dei due terzi.

IX L’abrogazione della norma che collega al
raggiungimento dei due terzi in sede parlamentare
l’esclusione della richiesta di referendum sui testi
di revisione costituzionale (articolo 138 della
Costituzione) va giudicata negativamente perché
disincentiva quelle larghe intese che a parole tutti
auspicano per l’adozione di modifiche alla
Costituzione.

X Aumentano le garanzie per i comuni
e le province, gli enti più vicini ai
cittadini: potranno ricorrere alla Corte
costituzionale in caso di lesione delle
proprie competenze.

X Il ricorso diretto alla Corte costituzionale dei
Comuni, delle Province e delle Città metropolitane
(articolo 46 della Riforma) per sollevare questioni
di legittimità costituzionale su leggi o atti aventi
forza di legge statali e regionali ritenuti lesivi di
competenze costituzionalmente attribuite agli enti
locali appare oggi un puro effetto annuncio perché
la disciplina del ricorso è rinviata ad una legge
costituzionale (condizioni, forme e termini di
proponibilità della questione) di incerta adozione,
nel se e nel quando.
postato da: salvotom alle ore 19:50 | Permalink | commenti (3)
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16/06/2006
Sul mercato dell'amore
chi si offre a poco prezzo
perde tutto il suo valore.
ed acquista il tuo disprezzo
E' la legge della domanda e dell'offerta
a poco serve sbatterci la testa o farti fretta.
Se offri troppo a chi chiede poco il tuo valore sarà vicino allo zero.
E a poco conteranno i tuoi sorrisi, il tuo impegno e il tuo zelo.
Corri solo il rischio di rimanere sul banco,
proprio come succede ad un avanzo.


P.S.
versione riveduta e corretta... :-)
postato da: salvotom alle ore 10:51 | Permalink | commenti
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16/06/2006
Come due somari - Bersani

Andiamo a stenderci comodi in profondità
giù fra i crepacci bui col diavolo che ci ospita
Se poi riusciremo a riportarlo su
Si divide come un premio…
Non lo dico più
Occorre spingere ai limiti la carrucola
Con le scintille fra le mani e poi la corda se ne va
Noi due come due somari siamo senza strategia
E abbiamo perso l’indirizzo per andar via
“E’ l’occasione di lasciar perdere?”
si chiedono gli amanti chiusi a chiave in hotel
Con l’inflessione dialettale che ho
Non prendermi sul serio sono un impostore
Sarò la causa di ogni preoccupazione
Una specie di provocatore di risse da bar
Se non fosse che tu sei pacifica
Avrei un bernoccolo e un taglio da suturare
Con dei punti ma voglio sperare che questo con te sia impossibile
Avendo l’ultimo fiammifero non lo sprecherei
su un muro umido
ad accenderlo io non ci proverei
e poi non mi parlarmi adesso della tua claustrofobia
lì c’è l’uscita e là l’ingresso, siamo a un crocevia
“E’ l’occasione di lasciar perdere?”
si giurano gli amanti chiusi a chiave in hotel
Con l’inflessione dialettale che ho
ti posso ipnotizzare, sono un traditore…
Sarò la causa di ogni allucinazione
una specie di dirottatore di tapis-roulant
comperati di notte al telefono
La solitudine no che non è un affare, ti fa credere di risparmiare
e invece non è che uno sperpero di stagioni inutili
e di anni andati via
davanti a un calendario
e la colpa è soltanto mia.


P.S.
Le canzoni intervengono quando ti rendi conto che la vita è meno perfetta dei film perchè manca sempre la colonna sonora giusta al momento giusto.
postato da: salvotom alle ore 10:19 | Permalink | commenti (7)
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11/06/2006
E' nelle piccole scelte quotidiane che si può scoprire l'essenza di una persona.
Nell'involontaria indifferenza, nella spontanea noncuranza, nelle cose minime, che sfuggono all'attenzione di chi recita a propria parte nel mondo.
postato da: salvotom alle ore 22:51 | Permalink | commenti (1)
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10/06/2006
Italia '90

Io bambino che piango davanti al televisore della cucina e mi chiedo perchè mai Maradona esulti se poi gioca nel Napoli e quando accadrà che i mondiali si giocheranno da noi di nuovo. E poi il sole che tramonta tardi, io che me ne accorgo, chiedo il motivo e mi sorprendo.

Usa '94

Io ragazzino che mi chiedo cosa mai sia questo diavolo di "sogno americano" di cui parlano tutti.
E le granite alle 8:30 perchè fa già caldo e non c'è scuola in quell'angolo della strada. Le discussioni infinite, le partite in pendenza, le infinite discussioni se era meglio rincorrere la palla giocando in discesa, oppure faticare correndo in salita e avere la palla sempre tra i piedi. Due pietre per porta, la limonata a mezzogiorno e la nonna che ti chiama per il pranzo.
E poi le lacrime di Baresi, e Baggio che sbaglia il rigore. E rendersi conto che anche i supereroi piangono e sbagliano e che anche a 12 anni  i sogni a volte devono fare i conti con realtà.

Francia '98

Mezzo adulto e tutto bambino. Il primo lavoro, la vespa 50, la Playstation e la chitarra. L'attesa per la seconda sorellina e un letto rotto a furia di saltarci su durante Italia-Francia. E poi quel tiro di Baggio che esce di un palmo e che per me non è mai uscito.

Corea-Giappone '02

Una rivoluzione. L' amore, già sotto attacco. L'università e i primi esami. La Panda. Tanta disillusione ma una gran voglia di affacciarsi alla vita. E la prima volta in cui ti viene il dubbio che il calcio abbia perso l'anima. Le gambe molli e la testa senza idee. Trapattoni che sparge il sale in campo e la faccia di Gattuso che urla la sua rabbia contro una sfinge in giacchetta nera.

Germania '06

Chissà quale immagine mi resterà. Ad ogni mondiale si cresce un pò di più.
Per adesso soltanto una grande speranza. A 360°.
E un pò di paura.
postato da: salvotom alle ore 11:46 | Permalink | commenti (3)
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09/06/2006
Più vita meno blog.
L'ho scritta più volte sta cosa.
Ci credessi fino in fondo adesso dovrei proprio chiuderlo questo cassettino virtuale di pensieri e annotazioni.
Se non altro perchè la vita mi sta travolgendo e mi sta facendo perdere un bel pò di sicurezze e riferimenti.
Con mio sommo piacere.

Vivere è disordinarsi, mettersi in discussione, spiazzarsi e sorprendersi. E sono in piena vita.
E' difficile trovare le parole adatte. E' come se avessi ripreso a scrivere un libro e una storia rimasti sospesi per anni. Con un finale da riscrivere ed immaginare di nuovo.
Tre anni sono tanti ma sembrano ridotti ad un istante.
Vivere una realtà sognata e percorsa nella memoria infinite volte mi fa felice come un bambino.
Attimi, sguardi, sorrisi e complicità. Riabbracciarsi con la sensazione di avere scampato un pericolo.
Ecco, credo che l'amore vero prima o poi, nonostante gli eventi, torni sempre a bussarti alle spalle.
Forse per amarsi bisogna perdersi e sapersi ritrovare. E' la sfida più grande.
E io me la gioco a tutto campo.

postato da: salvotom alle ore 11:01 | Permalink | commenti (2)
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18/05/2006
Non se ridere (o piangere) di più per  Annamaria Franzoni che fa la baby-sitter
o per Mastella che fa il ministro della giustizia...
postato da: salvotom alle ore 15:56 | Permalink | commenti (3)
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14/05/2006
Che qui o si risorge o si muore.
Perchè questa non è vita, e non è blog
Blog (e autore) in pausa di riflessione...
Aggiornamenti possibili e probabili. Sempre dal limbo.
postato da: salvotom alle ore 21:18 | Permalink | commenti (1)
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12/05/2006
Si fa un sacco di fatica a capire la propria zolla di terra, non resta molto per capire il resto del campo.

Ma forse in ogni zolla, a saperla leggere, c'è il campo intero.


Perle come questa invitano a seguire questo esperimento dal sapore un pò retrò.
postato da: salvotom alle ore 23:12 | Permalink | commenti
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